Ciò che fonda la differenza nella sorte degli uomini si può ricondurre a tre punti: 1) ciò che uno è, cioè la personalità nel senso più ampio, comprendente la salute, la forza, la bellezza, il carattere morale e l’ingegno. 2) ciò che uno ha, cioè i suoi averi e i suoi possedimenti. 3) ciò che uno rappresenta, cioè la reputazione, il rango e la fama, che consistono nell’opinione che gli altri hanno di lui. Alcuni grandi filosofi ritengono che l’essere felici dipenda molto meno da ciò che si ha, o da ciò che si rappresenta, che da ciò che si è (“la personalità è la felicità più alta” diceva Goethe). In ogni possibile occasione si gode propriamente solo di se stessi: se il proprio sé non vale molto, allora tutti i piaceri sono come vini eccellenti in una bocca tinta di bile. Dato che i grandi nemici della felicità umana sono due, il dolore e la noia, la natura ha dotato anche la personalità di un mezzo di difesa contro ciascuno di essi: contro il dolore (che è spesso molto più psichico che fisico) le ha dato la serenità, contro la noia l’ingegno. Ma i due rimedi non sono affini tra loro, anzi, sono addirittura sommamente incompatibili. Il genio è affine alla malinconia (“Aristoteles ait omnes ingeniosos melancholicos esse” disse Cicerone… che significa “Aristotele dice che tutti gli uomini di genio sono malinconici”); e i temperamenti molto sereni possiedono solo un ingegno superficiale. Per questo, quanto meglio una natura è equipaggiata contro uno dei due mali, tanto peggio lo è, di regola, contro l’altro. Nessuna vita umana è esente dal dolore e dalla noia: è quindi un destino particolarmente benevolo quello che espone un uomo soprattutto a quello dei due mali contro cui è stato meglio equipaggiato dalla natura, e che invia molto dolore là dove c’è molta serenità per sopportarlo, e molto ozio vuoto là dove c’è molto ingegno, e non viceversa. Infatti l’ingegno fa sentire il dolore in modo più intenso e molteplice, mentre per un temperamento sereno privo di ingegno la solitudine e l’ozio vuoto sono affatto insopportabili. Alla luce di tutto ciò, vi sentite vestiti da un destino benevolo? Ma non è il solo destino che influenza la nostra esistenza… … ci siamo anche noi, con le nostre scelte e le nostre decisioni. Vi potrei dire che… “Scusate è tardi devo andare …ve lo dico la prossima volta!!!” P.S. Non preoccupatevi... ...il vedeo non rappresenta il mio stato d'animo... è solo che di mio sono molto, ma molto malinconico!!! ;-P Un abbraccio, Francesco!!!